Raccolta di Sentenze/Ordinanze

- Madre non può opporsi al cognome del padre naturale di suo figlioLa Corte ha affermato che il riconoscimento è diverso dall’esercizio della responsabilità genitoriale: “Quanto riportato trova fondamento nella distinzione dei concetti giuridici di “riconoscimento” ed “esercizio della responsabilità genitoriale”. Il riconoscimento inteso come status genitoriale non può essere mai eluso, a meno che il minore non possa subire un pregiudizio gravissimo da parte del padre, dato ad… Read more: Madre non può opporsi al cognome del padre naturale di suo figlio
- Assegno di divorzio non spetta alla moglie che decida di non lavorareCorte di cassazione, ordinanza n.8162 del 22/03/2023 In sede giudiziale l’assegno di divorzio non spetta alla moglie laddove dopo la separazione, pur mantenendo integra la propria capacità lavorativa, abbia scelto di non mettere a frutto le proprie competenze professionali e capacità che l’avevano portata a pubblicare anche un libro di ricette, a collaborare con gallerie d’arte, quale… Read more: Assegno di divorzio non spetta alla moglie che decida di non lavorare
Quesiti vari
Usufrutto e nuda proprietà: che cosa sono?
I diritti relativi a un immobile, chiamati nel complesso piena proprietà, possono essere distinti in usufrutto e nuda proprietà.
Per nuda proprietà si intende la titolarità di un bene, ma senza la possibilità di utilizzarlo, in quanto il diritto di usufrutto è in capo a un’altra persona.
L’usufrutto, invece, regolamentato dall’articolo 981 del Codice di Procedura Civile, è il diritto di utilizzo di quel bene.
L’usufruttuario quindi può usare l’immobile, ma non ne è il proprietario.
La nuda proprietà e l’usufrutto, esattamente come la piena proprietà di un’abitazione, possono essere ceduti ad altri, tramite vendita oppure tramite donazione, attraverso la stipula di un atto notarile che ne sancisca il passaggio da un soggetto a un altro.
Mi hanno parlato di Mediazione: che cos’è?
Chi ha una controversia e vuole evitare di andare subito in tribunale ha ‘alternativa della mediazione. Che a volte è facoltativa e in altre occasioni deve essere obbligatoriamente fatta, pena la non ammissibilità del ricorso davanti al giudice. Ma la procedura di mediazione, come funziona? In generale, il procedimento si svolge in modo informale e la durata massima è di tre mesi, a partire dalla data di deposito della domanda di mediazione o dalla scadenza del termine fissato dal giudice per presentarla.
Cosa è la successione di morte?
La successione a causa di morte è un istituto giuridico in virtù del quale uno o più soggetti subentrano nella titolarità di un patrimonio o di singoli diritti patrimoniali al precedente titolare, il de cuius, a seguito della morte di quest’ultimo. Dopo la morte di una persona, è necessario informare il fisco del passaggio del patrimonio agli eredi. Entro un anno dalla morte, si deve registrare presso l’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione, pena l’applicazione di sanzioni.
Chi paga l’avvocato in caso di sinistro stradale?
Nel caso di sinistro stradale, la parcella dell’avvocato del danneggiato è pagata dall’assicurazione. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione, cioè con un solo assegno o bonifico comprensivo tanto del risarcimento per il cliente quanto dell’onorario, oppure con due disposizioni di pagamento separate: una per l’avvocato e l’altra per il danneggiato. Quest’ultima opzione è senz’altro preferibile al fine di evitare incomprensioni tra il cliente e il suo difensore.
Quali obblighi ha il figlio nei confronti del genitore anziano non autosufficiente?
In primo luogo pare opportuno precisare che il dovere di assistenza previsto a carico dei figli, nel Codice Civile, è tipicamente economico. Si tratta, infatti dell’obbligo di prestare gli “alimenti” (per alimenti si intende lo “stretto necessario” per vivere) a differenza del mantenimento, che è un concetto più ampio.
Gli “alimenti” possono essere chiesti dal genitore che versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.
L’amministratore di sostegno può vendere un immobile?
L’amministratore di sostegno può vendere un immobile del beneficiario, ma solo con l’autorizzazione del Giudice tutelare. Per ottenere il via libera, deve presentare un’istanza motivata, spiegando perché la vendita sia necessaria o vantaggiosa per il beneficiario.
Le ragioni possono includere la gestione ottimale del patrimonio, la necessità di ridurre spese eccessive o di coprire esigenze finanziarie del beneficiario. Inoltre, è fondamentale indicare l’uso previsto dei proventi, affinché il Giudice possa autorizzare anche operazioni successive, come acquisti essenziali, investimenti o deposito su conto bancario.

