Affidamento Figli

L’affidamento dei figli riguarda la ripartizione della responsabilità genitoriale in caso di non convivenza tra i genitori, come separazioni o divorzi. Il giudice stabilisce come esercitare tale responsabilità, garantendo il benessere morale e materiale dei figli.

Quale Affidamento può decidere il Giudice?

il Giudice, tenendo come priorità il benessere morale e materiale del minore può decidere:

  1. Affidamento condiviso:: È la forma più comune e prevede che entrambi i genitori mantengano la responsabilità genitoriale, collaborando nelle decisioni importanti per il figlio.
  2. Affidamento esclusivo:Viene disposto quando uno dei genitori non è ritenuto idoneo a prendersi cura del figlio. In questo caso, la responsabilità principale è affidata a un solo genitore, mentre l’altro mantiene diritti di visita.
  3. Affidamento super esclusivo:Una variante dell’affidamento esclusivo, in cui il genitore affidatario ha piena autonomia decisionale, senza dover consultare l’altro genitore.
  4. Affidamento alternato:Il figlio vive a periodi alterni con ciascun genitore, ma questa modalità è meno frequente poiché può risultare destabilizzante per il minore.

Decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale

Il giudice interviene quando un genitore viola o trascura i propri doveri o adotta comportamenti dannosi verso i figli. In questi casi, il genitore può essere privato della responsabilità genitoriale, sia totalmente (decadenza), sia parzialmente, con limitazioni nell’esercizio dei poteri del genitore. La decadenza sospende i poteri del genitore sulla gestione dei beni del figlio, mantenendo però l’obbligo di supporto economico.

Se cessano le condizioni che hanno portato alla decadenza, con una valutazione del giudice per garantire l’assenza di rischi per il minore, il genitore può essere reintegrato


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Assegnazione della casa familiare

La casa familiare rappresenta lo spazio in cui i membri della famiglia vivono quotidianamente e condividono la loro vita. Nel caso di separazione, è il giudice che decide l’assegnazione della casa familiare, stabilendo chi potrà continuare a utilizzare la casa familiare, sempre considerando quale soluzione sia maggiormente vantaggiosa per i figli.

Aspetti patrimoniali

Quando ci sono figli, l’assegnazione della casa familiare influisce sull’assegno di mantenimento tra i coniugi. In assenza di figli o se sono indipendenti economicamente, la casa resta al proprietario o a chi ha il contratto di affitto. Il giudice può aumentare l’assegno di mantenimento per il coniuge che deve lasciare l’abitazione.


Chi paga le spese legate alla casa familiare?

Le spese ordinarie della casa familiare sono a carico del coniuge assegnatario, salvo diversa disposizione.

Le spese straordinarie dipendono dalla proprietà:

  • In comproprietà, entrambe le parti le condividono al 50%.
  • Se la proprietà è esclusiva, il coniuge titolare se ne fa carico.
  • In un condominio, gli oneri straordinari potrebbero essere richiesti integralmente a uno solo dei coniugi proprietari, indipendentemente dalle suddivisioni interne.

Revoca dell’assegnazione della casa familiare

La revoca del diritto del genitore affidatario all’uso della casa familiare può avvenire se il genitore smette di risiedervi abitualmente, vi trascorre periodi occasionali, o inizia una convivenza o un matrimonio. Altre cause includono il venir meno delle condizioni originarie, come il raggiungimento della maggiore età e dell’autonomia economica dei figli o il decesso del coniuge beneficiario. La cessazione del diritto richiede sempre una valutazione del giudice, che deve considerare l’interesse primario dei figli.


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Diritto di visita dei nonni

Che cos’é?

È il diritto dei nonni a mantenere un legame con i nipoti. I nonni hanno la possibilità di costruire e preservare una relazione significativa con i loro nipoti, anche quando la famiglia attraversa momenti di separazione o difficoltà. Se questo legame viene ostacolato, si può ricorrere al Giudice per garantire che venga preso ogni provvedimento utile a tutelare il benessere del minore.


È un diritto prevalente?

Non sempre. Pur riconoscendo l’importanza dei rapporti tra nonni e nipoti, tale diritto non è dominante. L’interesse del bambino rimane sempre prioritario e può portare a limitare la relazione con i nonni nel caso in cui questa risulti fonte di disagio o abbia effetti negativi sull’equilibrio emotivo e psicologico del minore.


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Il patrocinio a spese dello Stato

Cos’è il patrocinio a spese dello Stato?

Il patrocinio a spese dello Stato permette alle persone con difficoltà economiche di essere rappresentate legalmente senza dover sostenere i costi di un avvocato. Il patrocinio può essere richiesto solo nei processi civili, amministrativi, contabili e tributari , oltre che nelle procedure di volontaria giurisdizione (es. separazioni consensuali e divorzi congiunti) a condizione che le pretese del richiedente non siano manifestamente infondate.


Chi può beneficiarne?

A determinate condizioni di reddito, possono richiedere il patrocinio:

  • I Cittadini italiani
  • Gli Stranieri con regolare permesso di soggiorno
  • Gli Apolidi
  • Gli Enti o associazioni

Quali sono i requisiti di reddito?

L’accesso è consentito a chi ha un reddito annuo imponibile inferiore a € 12.838,01 (dato aggiornato al 2023). Se il richiedente convive con coniuge, partner civile o familiari, si considera la somma dei redditi del nucleo. Nei casi in cui la causa riguardi i diritti personali (ad esempio, in cause per separazione, divorzio, riconoscimento della paternità) o vi sia un conflitto di interessi con i conviventi, si valuta solo il reddito individuale.


Come si richiede il patrocinio?
  1. Verifica dei requisiti: È necessario accertare che il reddito rientri nei limiti previsti per l’accesso al patrocinio.
  2. Scelta dell’avvocato: Occorre avvalersi di un avvocato iscritto nell’elenco del patrocinio gratuito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
  3. Presentazione della domanda: L’istanza deve essere presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente, allegando i seguenti documenti:
    • Dichiarazione dei redditi
    • Documenti relativi alla causa
    • Autocertificazione del reddito
  4. Valutazione e accettazione: In caso di accoglimento della richiesta, il patrocinio copre le spese legali per tutta la durata del procedimento.

Ci sono limitazioni?

Se il beneficiario perde la causa, non può usare il patrocinio per fare appello. Inoltre, lo Stato non copre le spese legali che il beneficiario potrebbe essere condannato a pagare alla parte vincente: il patrocinio riguarda solo gli onorari dell’avvocato della persona ammessa.


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L’Amministratore di Sostegno

Quando un parente che non è più in grado di intendere e volere e o di gestire i propri interessi e il proprio patrimonio lo tuteli con l’Amministrazione di Sostegno. Questo istituto ha ridimensionato l’uso dell’interdizione e della inabilitazione, che ora si applicano solo in casi di gravi infermità o di particolari esigenze patrimoniali del beneficiario.

Chi è l’Amministratore di Sostegno ?

L’Amministratore di Sostegno è una figura legale nominata dal giudice tutelare attraverso un decreto. Aiuta e rappresenta chi, a causa di problemi fisici o mentali, non riesce completamente a gestire i propri interessi. La persona assistita mantiene comunque la capacità di agire per tutto ciò che non richiede l’aiuto dell’Amministratore.


Quali sono i suoi compiti e i suoi poteri?

I compiti dipendono dal decreto di nomina e possono riguardare:

La cura della persona: salute (es. consenso informato, scelte sanitarie), aspetti sociali e relazionali (es. dove vivere, percorsi di terapia, supporto per trovare lavoro).

La cura del patrimonio: gestione di redditi e beni, conservazione delle risorse finanziarie e soddisfacimento dei bisogni ordinari e straordinari.

I poteri sono stabiliti dal giudice tutelare in base alle condizioni del beneficiario e possono consistere in:

  • La Rappresentanza esclusiva: l’amministratore agisce al posto della persona.
  • L’Assistenza: l’amministratore affianca la persona nelle decisioni.


Chi può richiedere un Amministratore di Sostegno?
  • ◇ Il coniuge o convivente stabile
  • ◇ Parenti fino al quarto grado (es. figli, nonni, fratelli, zii, cugini)
  • ◇ Affini fino al secondo grado (es. suoceri, generi, nuore)
  • ◇ Il tutore o curatore
  • ◇ Responsabili sanitari o sociali che seguono la persona
  • ◇ Il pubblico ministero
  • ◇ L’interessato stesso, anche in previsione di un’eventuale incapacità futura, tramite il giudice tutelare.

Si può revocare un Amministratore di Sostegno?

Sì, la revoca può essere:

  • Richiesta dal beneficiario, dall’amministratore di sostegno o dai suoi congiunti, con un’istanza motivata al giudice tutelare, che decide con un decreto.
  • Disposta direttamente dal giudice tutelare, se ritiene che l’amministratore non sia idoneo a tutelare il beneficiario.

Quanto costa l’Amministrazione di Sostegno?

L’Amministratore non ha diritto a una retribuzione. Tuttavia, se nominato un esterno alla famiglia, può richiedere al giudice un’indennità annuale, prelevata dal conto del beneficiario. Se la procedura di nomina è seguita da un avvocato, ci saranno costi legali variabili, che dipendono dalla complessità, dalla durata e dal patrimonio dell’assistito.


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